I conflitti militari e geopolitici possono innescare reazioni emotive e comportamentali negli investitori. Il timore di una volatilità dei mercati legata ai conflitti può impedire alle persone di investire i propri risparmi per la pensione o spingerle a ritirare il capitale dai mercati. Tuttavia, in un’ottica di longevità, queste reazioni possono risultare più dannose per i portafogli rispetto agli eventi stessi.
Concentrarsi sulle perturbazioni di breve periodo può distogliere l’attenzione dal fatto che il mercato azionario globale è cresciuto nel lungo termine e spesso si è ripreso dai conflitti geopolitici più rapidamente di quanto si possa immaginare.
La storia è costellata di guerre, invasioni e altre forme di conflitto militare. Ma un solido piano di investimento orientato alla longevità richiede una prospettiva di lungo periodo. Il mercato azionario è cresciuto nel tempo nonostante numerosi eventi storici. In effetti, un investimento di 10.000 dollari nell’MSCI World Index nel 1971 sarebbe cresciuto fino a 406.494 dollari alla fine del 2025.¹ Come vedremo di seguito, questo periodo include numerosi eventi che hanno determinato picchi del rischio geopolitico.
Rendimenti azionari dopo i conflitti geopolitici
Se esiste un fattore che influisce sull’andamento dei mercati, esiste anche un indice in grado di misurarlo. Il rischio geopolitico non fa eccezione. La tabella sottostante illustra 11 momenti storici in cui si è registrato un picco del Geopolitical Risk Index e mostra il rendimento dell’MSCI World Index nei 12 mesi successivi a ciascun picco. Nella maggior parte dei casi, il mercato azionario è cresciuto nell’anno successivo al picco del rischio geopolitico.