Opportunità alternative per le compagnie assicurative
Il team Invesco Solutions condivide la propria analisi su una serie di asset class dei mercati privati e sulle implicazioni per gli investimenti per le compagnie assicurative.
Oltre al reddito fisso pubblico, riteniamo che le compagnie assicurative dovrebbero continuare a costruire o perfezionare anche i loro portafogli di mercati privati.
Man mano che i quadri regolamentari evolvono, le compagnie assicurative stanno affinando la gestione attività-passività e i modelli di governance per bilanciare efficienza del capitale, rendimento e resilienza del portafoglio.
Dal punto di vista normativo, esistono diversi elementi che richiedono un monitoraggio costante da parte degli assicuratori europei e britannici in vista del 2026.
Prevediamo che il 2026 offrirà un contesto d’investimento ancora complesso per il settore assicurativo. Sebbene l’economia globale si sia mantenuta relativamente solida nel 2025, diversi rischi meritano attenzione in prospettiva futura. Ad esempio: la Federal Reserve taglierà i tassi troppo rapidamente, alimentando l’inflazione? Oppure li taglierà troppo lentamente, dovendo poi inseguire un’economia in deterioramento? I dazi commerciali innescheranno una nuova ondata di pressioni inflazionistiche? I conflitti geopolitici metteranno sotto pressione gli asset rischiosi?
Nonostante la resilienza degli asset rischiosi verso la fine del 2025, non vediamo la recessione come un rischio imminente di particolare rilievo. Piuttosto, rileviamo segnali contrastanti che, insieme a valutazioni elevate, giustificano cautela nel 2026.
Nel 2025 abbiamo assistito a una significativa riduzione dei rendimenti obbligazionari, con il Treasury USA decennale in calo di circa 80 punti base fino a metà ottobre (sotto il 4%). Sebbene le principali banche centrali abbiano iniziato a ridurre i tassi di riferimento, gli investitori continuano a rivalutare fino a che punto potranno arrivare e con che rapidità. Nello specifico, il mercato dei Treasury USA sconta rendimenti di lungo periodo pressoché invariati nei prossimi due-tre anni, un aspetto rilevante per la maggior parte delle compagnie assicurative.
Nel frattempo, gli spread su molti asset a reddito fisso sono tornati ai livelli di inizio anno dopo un marcato allargamento in primavera, lasciando i rendimenti complessivi attorno al 4% medio per l’investment grade USA, poco sopra il 5% nel Regno Unito e intorno al 3% in Europa (dati a metà ottobre). Nonostante i fondamentali solidi, raccomandiamo cautela sulla duration dello spread, poiché i rischi appaiono sbilanciati verso un possibile ampliamento dei differenziali.
Oltre al reddito fisso pubblico, riteniamo che gli assicuratori debbano continuare a costruire o perfezionare anche i loro portafogli di mercati privati. Il private credit rimane una posizione sovrappesata nelle strategie di Invesco, grazie ai rendimenti complessivi interessanti, alla seniority nella struttura del capitale e a spread ragionevoli rispetto al credito liquido. Sebbene si discuta molto dei recenti eventi di credito nei mercati privati, riteniamo che si tratti più probabilmente di episodi idiosincratici che non di segnali di stress generalizzato, con spread che continuano a compensare adeguatamente il rischio. Analogamente, pur essendo stato sotto pressione negli ultimi anni, il settore immobiliare commerciale offre oggi rendimenti del debito immobiliari favorevoli: riteniamo si tratti di un’opportunità in grado di migliorare i rendimenti rettificati per il capitale per molti assicuratori globali.
Nel private equity continuiamo invece a raccomandare prudenza ai nostri clienti: l’abbondante liquidità disponibile e le valutazioni elevate creano un contesto complesso dal punto di vista tecnico, mentre i livelli di leva, ancora superiori al recente passato, rendono meno interessante il potenziale di ritorno legato al finanziamento della leva stessa.
Dal punto di vista normativo, esistono diversi elementi che richiedono un monitoraggio costante in vista del 2026.
In Europa e nel Regno Unito, i portafogli assicurativi continuano a essere influenzati dalle riforme Solvency II e Solvency UK, combinati con uno scenario macro caratterizzato da spread pubblici storicamente bassi, volatilità indotta dalle politiche del 2025 e timori persistenti sull’inflazione.
Le prossime revisioni di Solvency II nell’UE (2026-2027) prevedono una significativa riduzione dei requisiti di capitale per le tranche senior di cartolarizzazioni di alta qualità e un trattamento più favorevole per infrastrutture ed equity di lungo termine. Ciò rende il credito strutturato senior - come asset-based finance, mutui commerciali e tranche senior di collateralised loan obligation (CLO) - particolarmente attraente per gli assicuratori che cercano rendimento efficiente in termini di capitale e diversificazione.
Nel Regno Unito, gli aggiornamenti proposti del Matching Adjustment (MA) ampliano l’accesso agli asset privati. Il nuovo Matching Adjustment Investment Accelerator (MAIA) introduce una maggiore flessibilità nella fase pre-investimento, permettendo un impiego più rapido del capitale in attività illiquide e strutturate idonee. Inoltre, le riforme del 2024 - rimozione del limite agli asset sub-investment grade e introduzione della categoria di asset altamente prevedibili (HP) - hanno inoltre spinto gli assicuratori a valutare le tranche di CLO per la combinazione di rendimento superiore e resilienza strutturale. Con il crescente trasferimento dei rischi pensionistici e volumi di rendite collettive che hanno raggiunto livelli record di 10 miliardi di sterline l’anno, le riforme del MA introdotte dalla PRA ampliano la gamma di attività ammissibili - come il credito strutturato, i prestiti sindacati su larga scala e le operazioni CLO di credito privato - e aumentano la rapidità con cui il capitale può essere impiegato nel credito illiquido all’interno dei portafogli di rendite delle compagnie vita britanniche.
Negli Stati Uniti, le autorità normative stanno valutando ulteriori aggiornamenti sui requisiti di rendicontazione per gli assicuratori legati a gestori alternativi. Si registrano inoltre adattamenti alle nuove definizioni delle obbligazioni e ai conseguenti obblighi di reporting. Un tema che sta attirando crescente attenzione riguarda il processo di attribuzione dei rating di credito e, in particolare, la diffusione delle valutazioni non pubbliche. Con un ruolo più attivo della NAIC nel riesaminare e, se necessario, contestare tali rating, questo ambito è diventato oggetto di numerosi commenti da parte delle compagnie.
In Asia, l’introduzione o l’aggiornamento dei regimi di capitale basati sul rischio (RBC), insieme agli standard di rendicontazione finanziaria, rappresenta un elemento centrale per gli assicuratori della regione. L’esposizione ai mercati privati è cresciuta gradualmente, poiché le compagnie cercano di diversificare i portafogli e beneficiare di spread aggiuntivi; tuttavia, secondo un recente rapporto, gli assicuratori asiatici risultano ancora generalmente sottoesposti ai mercati privati rispetto ai loro omologhi europei, britannici e statunitensi. Le compagnie assicurative, in particolare quelle vita, rimangono ben posizionate per sfruttare le potenzialità degli asset privati, sostenute da continui flussi di nuova produzione e dai portafogli in essere. Le strategie focalizzate sul credito (ad esempio il finanziamento diretto alle imprese, il debito immobiliare e il credito strutturato - in particolare le tranche senior delle collateralised loan obligation) risultano molto allettanti grazie alla loro capacità di generare premi al rischio aggiuntivi e di contribuire alla diversificazione rispetto all’attuale esposizione al reddito fisso pubblico. Naturalmente, ciò richiede un approccio più rigoroso alla due diligence, sia a livello dei singoli strumenti sia nella valutazione degli asset manager che adottano tali strategie. Nell’ambito dei regimi di capitale basati sul rischio, gli investimenti privati possono offrire un profilo di rischio-rendimento favorevole e rendere i portafogli più efficienti, pur introducendo nuove tipologie di rischio che le compagnie devono comprendere e gestire adeguatamente. Riteniamo che un approccio disciplinato e ben calibrato ai mercati privati continuerà a rappresentare una priorità per gli assicuratori della regione.
In vista delle riforme e parallelamente ad esse, gli assicuratori stanno aumentando le allocazioni verso strategie di credito complementari al reddito fisso pubblico - in particolare debito infrastrutturale, debito immobiliare e finanziamenti diretti. Questi strumenti offrono un incremento del rendimento e migliorano la diversificazione del portafoglio, con un’attenzione mirata alla resilienza complessiva. Man mano che i quadri regolamentari evolvono, le compagnie assicurative stanno affinando la gestione attività-passività e i modelli di governance per bilanciare efficienza del capitale, rendimento e resilienza del portafoglio.
In sintesi, ci aspettiamo che il 2026 rappresenti un altro anno impegnativo per gli investitori del settore assicurativo. Le opportunità d’investimento non mancano, ma alla luce delle valutazioni elevate e dei segnali contrastanti provenienti dall’economia reale, continuiamo a raccomandare una posizione prudente.
In Invesco collaboriamo a stretto contatto con le compagnie assicurative per aiutarle a raggiungere i propri specifici obiettivi d'investimento.
Scopri di più sulle nostre competenze in ambito assicurativo
Il team Invesco Solutions condivide la propria analisi su una serie di asset class dei mercati privati e sulle implicazioni per gli investimenti per le compagnie assicurative.
I mutuatari dell'upper middle market stanno ricorrendo sia a linee di credito bancarie che a prestiti erogati direttamente da soggetti non bancari, aprendo così opportunità d'investimento uniche per le compagnie assicurative britanniche ed europee.
A fronte della resilienza delle economie, una gestione selettiva e attenta rimane fondamentale per gli investitori obbligazionari che cercano di capire dove assumere il rischio di duration e come pensare ai rendimenti.