Sintesi
I mercati globali hanno chiuso il 2025 con un andamento eterogeneo ma nel complesso positivo. La performance azionaria di Europa e Regno Unito è stata solida grazie all'inflazione stabile e ai modesti tagli dei tassi, mentre gli Stati Uniti hanno perso terreno rispetto ai pari globali nonostante l'allentamento dell'inflazione e gli ulteriori tagli dei tassi applicati dalla Federal Reserve. L'Asia ha conseguito guadagni nei mercati trainati dalla tecnologia, come Corea e Taiwan, mentre la Cina è rimasta debole a causa di sfide strutturali. I mercati emergenti hanno beneficiato della ripresa dell'America Latina e della forza del Medio Oriente, mentre il settore obbligazionario ha messo a segno solidi rendimenti annuali per quanto riguarda Treasury USA, gilt britannici e obbligazioni societarie, supportato dai tagli dei tassi e dal restringimento degli spread.
Europa
Le azioni europee hanno guadagnato oltre il 2% a dicembre, a chiusura di un anno positivo. La performance migliore è stata quella del settore finanziario, mentre energia e beni di prima necessità hanno subito un calo. La BCE ha mantenuto i tassi al 2% in occasione della quarta riunione, ha aggiornato le previsioni del PIL per il periodo 2025-2028 e ha stimato un'inflazione prossima all'obiettivo del 2%. L'inflazione dei prezzi dei servizi è rimasta elevata al 3,5% a causa della crescita salariale, incrementando l'incertezza rispetto all'outlook.
Regno Unito
L'azionario britannico ha chiuso al rialzo il 2025, con il FTSE All-Share che ha registrato una delle performance migliori. L'inflazione è scesa al 3,2% a novembre, il valore più basso degli ultimi otto mesi, incoraggiando la Bank of England a ridurre i tassi dello 0,25% al 3,75%. A ottobre la crescita si è lievemente contratta, la crescita salariale è rallentata e il tasso di disoccupazione è cresciuto al 5,1%. La fiducia dei consumatori è leggermente migliorata, sebbene le vendite al dettaglio siano diminuite.
Stati Uniti
Le azioni statunitensi sono state stabili a dicembre, sottoperformando a livello globale. La Federal Reserve ha tagliato i tassi di 25 punti base, portandoli al 3,5%-3,75%, motivando la decisione con la debolezza nel mercato del lavoro e un'inflazione in attenuazione (2,7% a novembre). La disoccupazione è salita al 4,6%, mentre la creazione di posti di lavoro è stata modesta. La fiducia dei consumatori è diminuita, sebbene il PIL del 3° trimestre è cresciuto sensibilmente al 4,3%. La performance settoriale è stata varia, con i settori finanziario e dei materiali in testa.
Asia
Le azioni dell'Asia-Pacifico hanno chiuso il 2025 in territorio positivo, grazie alla forza del settore tecnologico di Corea e Taiwan, mentre la Cina e Hong Kong hanno registrato un calo a causa dei dati macro deboli e delle tensioni nel settore immobiliare. Il Giappone è cresciuto nonostante un aumento dei tassi di 25 punti base, raggiungendo lo 0,75%, il livello più alto dal 1995. L'India è rimasta stabile, sostenuta dai tagli dei tassi e dalle solide previsioni di crescita. L'Australia ha registrato progressi grazie all'allentamento dei timori sulle politiche.
Mercati emergenti
I mercati emergenti hanno registrato risultati positivi a dicembre, guidati da Corea, Taiwan e America Latina. Il Brasile ha recuperato terreno dopo l'incertezza politica, il Cile è risalito grazie al calo dell'inflazione e alle riforme favorevoli per le imprese, mentre il Perù ha beneficiato di prezzi delle materie prime solidi. I mercati del Medio Oriente si sono rafforzati grazie a fondamentali positivi e sforzi di diversificazione. Cina e India hanno sottoperformato a causa di sfide strutturali e relative agli utili.
Fixed Income
Il 2025 è stato un anno positivo per i Treasury USA (+6,19%), i gilt del Regno Unito (+5,00%) e le obbligazioni societarie, mentre i bund tedeschi e i titoli di Stato giapponesi hanno registrato un calo. La Federal Reserve e la BoE hanno tagliato i tassi, mentre la BCE li ha mantenuti invariati. Nel mese di dicembre i gilt hanno sovraperformato (+0,20%) mentre i Treasury e i bund hanno registrato risultati negativi. Le obbligazioni societarie hanno chiuso in positivo, con il segmento high yield che ha sovraperformato quello investment grade. Le emissioni IG europee hanno raggiunto il nuovo record pari a 800 miliardi di euro.