Articolo Compagnie assicurative: i mercati privati possono offrire diversificazione in un contesto d'investimento eterogeneo

Nikhil Gangwani
Senior Portfolio Specialist, Insurance Client Solutions
Vista dal basso di un'architettura futuristica, un grattacielo per uffici con finestre in vetro curve, rendering 3D.

Punti chiave

  • Sebbene i rischi complessivi del settore rimangano sostanzialmente stabili, sostenuti da solidi livelli di liquidità e capitale, il mix di rischi si è spostato verso una maggiore incertezza di mercato e geopolitica.

  • In questo contesto, per le compagnie assicurative europee la diversificazione diventa uno strumento fondamentale nella costruzione del portafoglio, piuttosto che una considerazione secondaria.

  • Allocazioni selettive ai mercati privati possono garantire un reddito più stabile, fattori di rischio diversificati e un utilizzo più efficiente del capitale di solvibilità.

Le compagnie assicurative europee hanno iniziato il 2026 in una posizione di relativa solidità dei bilanci, seppur in un contesto macroeconomico diventato più fragile, asimmetrico e maggiormente esposto a rischi geopolitici. Sebbene i rischi complessivi del settore rimangano sostanzialmente stabili, sostenuti da solidi livelli di liquidità e capitale, il mix di rischi si è spostato verso un'incertezza di mercato e geopolitica più elevata. L'escalation del conflitto in Medio Oriente ha reintrodotto volatilità dei prezzi dell'energia, rafforzando i rischi di rialzo dell'inflazione e offuscando l'outlook per un allentamento della politica monetaria. Di conseguenza, la crescita dell'area euro dovrebbe rimanere modesta, ma con rischi di ribasso orientati verso esiti più stagflazionistici. Questo influirà sulle compagnie assicurative principalmente tramite rendimenti, spread, volatilità e requisiti di capitale.

In questo contesto, persistono dinamiche di tassi "più elevati più a lungo", con incertezza sull'inflazione, un'elevata emissione di titoli sovrani e rischi geopolitici che mantengono la volatilità dei premi a termine, in particolare nel tratto a lungo termine. Tutto questo crea un contesto d'investimento eterogeneo: i rendimenti da reinvestimento restano interessanti e ben superiori ai livelli post Crisi finanziaria globale, ma la volatilità mark-to-market è aumentata, determinando requisiti di capitale più elevati per il rischio di mercato anche laddove i fondamentali del credito rimangano nel complesso stabili.

Al contempo, le condizioni creditizie appaiono resilienti in superficie, con un'elevata qualità dei portafogli e senza deterioramenti sistemici, eppure i rischi prospettici stanno diventando sempre più asimmetrici. Gli spread ristretti limitano un'ulteriore compressione, mentre gli shock geopolitici e inflazionistici potrebbero innescare una forte rivalutazione non lineare, in particolare nei segmenti a duration più lunga o qualità più bassa. Inoltre, i mercati pubblici appaiono sempre più affollati, mentre i mercati privati offrono fattori di rendimento più diversificati e idiosincratici.

I mercati privati possono contribuire a soddisfare le esigenze di diversificazione

In questo contesto, la diversificazione diventa uno strumento fondamentale nella costruzione del portafoglio, piuttosto che una considerazione secondaria. La tradizionale dipendenza dall'estensione della duration e dal carry del credito pubblico rimane un pilastro importante, tuttavia da sola risulta meno sufficiente nell'attuale contesto, poiché spread più ristretti possono limitare il potenziale di rialzo mentre l'elevata volatilità accresce la variabilità dei rendimenti e la sensibilità del capitale.

Al contrario, riteniamo che le compagnie assicurative debbano diversificare le fonti di rendimento, ridurre l'esposizione a shock correlati e ottimizzare l'efficienza del capitale. A nostro avviso, allocazioni mirate ai mercati privati – in particolare credito privato senior secured e debito legato ai real asset – possono contribuire a gestire tutte e tre le dimensioni garantendo un reddito più stabile, fattori di rischio diversificati e un utilizzo più efficiente del capitale di solvibilità.

In questo contesto, i mercati privati restano una componente sempre più rilevante dei portafogli delle compagnie assicurative.

Strategie focalizzate sul credito possono offrire fattori di rendimento diversificati

Il direct lending senior continua a registrare una domanda stabile, sostenuta da un miglioramento graduale dell'attività di private equity e da periodi di detenzione più lunghi. Inoltre, il suo profilo a tasso variabile e il premio di spread rispetto al credito pubblico possono offrire utili caratteristiche di diversificazione e generazione di reddito.

Anche il debito immobiliare e quello infrastrutturale continuano a destare interesse, con il debito immobiliare che beneficia di una stabilizzazione delle valutazioni, mentre le infrastrutture traggono vantaggio da trend strutturali come la digitalizzazione e la transizione energetica.

Allo stesso tempo, i risultati dipendono dalla selezione degli asset e dalle condizioni di mercato, ma queste strategie focalizzate sul credito possono offrire driver di rendimento differenziati e, in molti casi, un utilizzo relativamente efficiente del capitale secondo i framework Solvency, accanto al reddito fisso pubblico.

L'evoluzione dei quadri normativi offre una maggiore flessibilità alle compagnie assicurative

L'evoluzione dei quadri normativi nel Regno Unito e in Europa sta contribuendo inoltre a offrire alle compagnie assicurative una maggiore flessibilità di accesso a tali asset. Le imminenti revisioni della Solvency II dovrebbero ridurre i requisiti patrimoniali per le esposizioni alle cartolarizzazioni di alta qualità e migliorare il trattamento delle infrastrutture e delle azioni a lungo termine, mentre le riforme del Matching Adjustment nel Regno Unito – inclusi il Matching Adjustment Investment Accelerator (MAIA), l'introduzione di categorie di asset ad alta prevedibilità e un ampliamento dell'universo ammissibile – stanno favorendo un impiego di capitale più efficiente in alcune asset class illiquide.

Sebbene il private equity rimanga una asset class che richiede un maggiore impiego di capitale e quindi oggetto di un approccio selettivo, il miglioramento delle condizioni di mercato e le potenziali evoluzioni del quadro Long-Term Equity potrebbero, nel tempo, sostenere allocazioni più mirate.

Il contesto macroeconomico di metà anno suggerisce un'evoluzione graduale

In un contesto di rendimenti dei mercati privati in generale ancora appetibili, di miglioramento graduale delle condizioni del mercato dei capitali e di evoluzione dei quadri normativi, le compagnie assicurative britanniche ed europee stanno continuando a perfezionare le allocazioni ai mercati privati con un'enfasi sulla stabilità del reddito, sull'efficienza del capitale e sull'allineamento con le passività a lunga scadenza.

Nel complesso, il contesto macroeconomico di metà anno 2026 suggerisce un'evoluzione graduale piuttosto che cambiamenti radicali di portafoglio, con le compagnie assicurative che mantengono il credito pubblico di alta qualità come elemento centrale, affiancandolo a un'allocazione selettiva ad asset diversificati orientati al reddito – privilegiando esposizioni senior secured a tasso variabile per gestire la volatilità e mantenendo un approccio disciplinato a liquidità, governance ed efficienza del capitale.

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    Dati al 20 maggio 2026. La presente comunicazione costituisce materiale di marketing e non rappresenta una consulenza finanziaria. Non è intesa come una raccomandazione ad acquistare o vendere una particolare classe di attività, titolo o strategia. Pertanto, non si applicano i requisiti normativi che richiedono l'imparzialità delle raccomandazioni di investimento/strategia di investimento, né eventuali divieti di negoziazione prima della pubblicazione. Pareri e opinioni sono basati sulle attuali condizioni di mercato e sono soggetti a modifiche.

  • EMEA5508133/2026

European insurers entered 2026 from a position of relative balance sheet strength, but within a macro environment that has become more fragile, asymmetric, and geopolitically exposed. While overall sector risks remain broadly stable, supported by solid capital and liquidity, the risk mix has shifted toward higher market and geopolitical uncertainty. The escalation of conflict in the Middle East has reintroduced energy price volatility, reinforcing upside risks to inflation and clouding the outlook for monetary easing. As a result, euro area growth is expected to remain modest, but with downside risks skewed toward more stagflationary outcomes — impacting insurers primarily through yields, spreads, volatility, and capital requirements.

Against this backdrop, “higher for longer” rate dynamics persist, with inflation uncertainty, elevated sovereign issuance and geopolitical risks keeping term premia volatile, particularly at the long end. This creates a mixed investment environment: Reinvestment yields remain attractive and well above post‑GFC levels, but mark‑to‑market volatility has increased, driving higher market risk capital requirements even where credit fundamentals remain broadly stable.

In parallel, credit conditions appear resilient on the surface, with high portfolio quality and no systemic deterioration, yet forward risks are increasingly asymmetric. Tight spreads limit further compression, while geopolitical or inflation shocks could trigger sharp, non‑linear repricing — particularly in longer‑duration or lower‑quality segments. Public markets also appear increasingly crowded, whereas private markets offer more differentiated and idiosyncratic return drivers.

Private markets can help with diversification needs

In this environment, diversification becomes a core portfolio construction tool rather than a secondary consideration. The traditional reliance on duration extension and public credit carry remains an important foundation, but it is less sufficient on its own in today’s environment as tighter spreads can limit upside and elevated volatility increases return variability and capital sensitivity.

Instead, we believe insurers need to diversify return sources, reduce exposure to correlated shocks, and optimise capital efficiency. In our opinion selective allocations to private markets — particularly senior secured private credit and real asset debt — can help address all three dimensions by offering more stable income, differentiated risk drivers, and more efficient use of solvency capital.

Private markets remain an increasingly relevant component of insurer portfolios in this context.

Creditfocused strategies can provide differentiated return drivers

Senior direct lending continues to see steady demand, supported by gradual improvement in private equity activity and longer holding periods, while its floating‑rate profile and spread premium versus public credit can offer useful diversification and income characteristics.

Real estate and infrastructure debt also remain areas of interest, with real estate debt supported by stabilising valuations and infrastructure benefiting from structural trends such as digitalisation and the energy transition.

At the same time, outcomes remain dependent on asset selection and market conditions, but these credit‑focused strategies can provide differentiated return drivers and, in many cases, relatively efficient use of capital under Solvency frameworks alongside public fixed income.

Evolving regulatory frameworks give insurers more flexibility

Evolving regulatory frameworks across the UK and Europe are also contributing to greater flexibility in how insurers access these assets. Upcoming Solvency II revisions are expected to lower capital charges for high‑quality securitised exposures and improve the treatment of infrastructure and long‑term equity, while UK Matching Adjustment reforms — including Matching Adjustment Investment Accelerator (MAIA), the introduction of highly predictable asset categories, and broader eligibility — are facilitating more efficient deployment into certain illiquid assets.

While private equity remains more capital intensive and is therefore approached selectively, improving capital market conditions and potential enhancements to the Long‑Term Equity framework may support more targeted allocations over time.

The midyear macro environment argues for incremental evolution

Against a backdrop of still generally attractive private market yields, gradually improving capital market conditions and evolving regulatory support, UK and European insurers are continuing to refine private market allocations with a focus on income durability, capital efficiency, and alignment with long‑dated liabilities.

Taken together, the midyear 2026 macro environment argues for incremental evolution rather than wholesale portfolio shifts, with insurers maintaining high‑quality public credit as a core anchor while selectively allocating to diversified, income‑oriented assets — prioritising floating‑rate, senior secured exposures to help manage volatility, and remaining disciplined on liquidity, governance and capital efficiency.

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  • Investment risks

    The value of investments and any income will fluctuate (this may partly be the result of exchange rate fluctuations) and investors may not get back the full amount invested. 

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    Data as at 20 May 2026. This is marketing material and not financial advice. It is not intended as a recommendation to buy or sell any particular asset class, security or strategy. Regulatory requirements that require impartiality of investment/investment strategy recommendations are therefore not applicable nor are any prohibitions to trade before publication. Views and opinions are based on current market conditions and are subject to change.