I temi principali osservati nel 4° trimestre riflettono quelli che hanno caratterizzato gran parte dell'anno; i prodotti azionari hanno dominato, con il 91% dei nuovi asset netti (NNA) nel corso del trimestre e l'80% sull'anno intero. I flussi verso gli ETF obbligazionari sono diminuiti nell'ultimo trimestre dell'anno, facendo calare la quota di mercato dei nuovi asset netti al 23% per l'anno; tale circostanza, insieme alle perdite del segmento obbligazionario, ha comportato una riduzione della quota degli AUM dal 24% al 21%. Gli ETP su materie prime hanno evidenziato ulteriori deflussi netti per 2,7 miliardi di dollari nel 4° trimestre, portando il totale sull'intero anno a 7,8 miliardi di dollari.
La robusta domanda di azioni si è concentrata principalmente sulle esposizioni statunitensi e globali, che hanno raccolto tre quarti di tutti gli afflussi azionari dell'anno. Questo contesto ha fatto leva su una serie di punti di forza degli ETF di Invesco. Il vantaggio strutturale in termini di performance degli ETF basati su swap esposti agli USA ha permesso ai nostri prodotti S&P 500 di raccogliere 11 miliardi di dollari di NNA, consentendo ai nostri ETF di ottenere un terzo di tutti i flussi verso gli ETF basati su swap nel corso dell'anno. Il patrimonio gestito è più che raddoppiato per MSCI USA ESG Universal Screened (AUM saliti a 2,9 miliardi di dollari) e Technology S&P US Select Sector (AUM saliti a 1,6 miliardi). È stato un ottimo anno anche per il nostro prodotto Quantitative Strategies ESG Global Equity, che ha raccolto oltre 0,5 miliardi di dollari di NNA portando gli AUM a quota 910 milioni di dollari, e per il FTSE ALL-World ETF, dove gli AUM sono più che decuplicati raggiungendo 850 milioni di dollari.
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Outlook per il 2025
I flussi record dello scorso anno indicano che gli ETF sono stati oggetto di investimenti più consistenti da parte di tutte le tipologie di investitori in quanto ritenuti veicoli ideali - un trend probabilmente destinato a proseguire in futuro. Nel 2024 le banche centrali hanno cambiato rotta, allentando le rispettive politiche mentre l'inflazione continuava ad avvicinarsi agli obiettivi previsti, e spostando l'attenzione sul sostegno alla crescita. Queste linee di azione hanno creato un contesto favorevole ai mercati finanziari, ma a quanto pare quest'anno vi saranno meno tagli: i dati mostrano che l'economia globale gode di buona salute e le politiche del nuovo presidente Trump potrebbero stimolare la crescita e far salire l'inflazione. Ad ogni modo, sebbene la performance dei mercati finanziari nel 2025 possa risultare meno brillante rispetto allo scorso anno, i flussi verso gli ETF EMEA dovrebbero rimanere sostenuti.
- Azionario: rimangono ancora dubbi sulla concentrazione dei mercati e, come già detto, abbiamo assistito a consistenti flussi verso gli ETF equiponderati nel secondo semestre e riteniamo che il trend sia destinato a proseguire finché persisteranno le distorsioni sui mercati.
- Obbligazionario: visto il minor numero di tagli ai tassi previsto per il 2025 e i livelli storicamente bassi degli spread creditizi, difficilmente si profilano performance brillanti per i mercati obbligazionari nell'anno a venire. In ogni caso i rendimenti sono a livelli interessanti e, purché non si verifichi una marcata regressione economica, il carry offerto dai mercati obbligazionari sembra in grado di fornire rendimenti apprezzabili. Nel breve periodo è probabile che le curve dei rendimenti subiscano un ulteriore irripidimento, ma a un certo punto la combinazione di curve più ripide e livelli dei rendimenti a termine convincerà gli investitori a incrementare la duration nei loro portafogli obbligazionari.
- Materie prime: l'oro continuerà probabilmente a beneficiare della domanda delle banche centrali e dei suoi vantaggi in termini di diversificazione. L'outlook per le materie prime in generale è più eterogeneo, soprattutto se i tassi d’interesse resteranno elevati per un periodo prolungato. Ad ogni modo, la previsione di un "atterraggio morbido" lascia presagire una domanda sostenuta di materie prime e, viste le posizioni generalmente sottopesate degli investitori in quest'area, si potrebbe assistere ad acquisti nel caso di cali delle performance.